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Murano

Basilica dei Santi Maria e Donato
La chiesa nacque probabilmente nel VII secolo, originariamente dedicata a Maria. Nel 1125, dopo la conquista di Cefalonia, vi furono collocate le spoglie di san Donato; assunse così il nome attuale. Successivi restauri l'hanno trasformata sensibilmente, presenta tre navate che convergono nell'abside centrale, rigorosamente rivolta verso est. Ed è proprio l'abside a rappresentare una delle parti più rilevanti dell'intero edificio, rivolta com'è verso le fondamenta, mentre la facciata è architettonicamente meno rivoluzionaria, tendente com'è a rispettare i moduli ravennati. Di notevole importanza, all'interno, è il pavimento musivo, presumibilmente contemporaneo a quello della basilica di San Marco.

Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Affacciata sull'omonimo canale (un tempo detto Canale di Santo Stefano), sorge in uno degli estremi lembi dell'isola. Fondata nel 1188, grazie a Ginevra Gradenigo, figlia del patrizio Marino, che donò un terreno con adiacenti acque all'abadessa Giacomina Boncio al fine di edificare una chiesa ed un monastero in onore della Vergine.
Riedificata nel Cinquecento, era ricca di tele e preziosi, specie in seguito alla bolla papale che ne sancì l'unione con il monastero di Santa Maria del Piave di Lovadina, nell'attuale provincia di Treviso. La chiesa fu visitata nel 1574 da Enrico III, re di Francia e Polonia, e vi si conservavano le spoglie del doge Sebastiano Venier, eroe di Lepanto, le quali furono trasportate, con pompa solenne, nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo, il 30 giugno 1907. Dopo un periodo di abbandono, durante il quale molte delle opere furono trasferite nella chiesa di San Pietro Martire, una parte dell'edificio fu convertita a lazzaretto, atto ad ospitare le famiglie più povere. Il campanile, alto trentun metri, risale alla metà del Cinquecento.

Chiesa di San Pietro Martire
Situata nel Rio dei Vetrai, e fondata nel 1348 in onore di san Giovanni Battista, fu totalmente demolita a causa di un incendio dal quale non si poté salvare niente. Fu quindi ricostruita nel 1511 e dedicata a San Pietro Martire. Divisa in tre navate con colonnato in marmo, risultano di grande interesse le tele ad opera di Giovanni Bellini Assunzione della Vergine e Santi e Il doge Barbarigo presentato alla Vergine e al Putto. Caratteristici e di inestimabile valore sono i lampadari in vetro con le famose mandole. Molte altre opere contenute nella chiesa sono quello che si è potuto salvare dalla razzia di Napoleone Bonaparte dalle altre chiese dell'isola. Nell'ala destra si può ammirare la splendida cappella della famiglia Ballarin, dedicata a San Giuseppe e a Maria, che il celebre vetraio Giorgio Ballarin fece costruire per sé (vi riposa dal 1506), per la sua famiglia e per i suoi discendenti. Nella stessa cappella sorge inoltre il monumento funebre dedicato al Cancellier Grande della Repubblica di Venezia, Giovanni Battista Ballarin, morto il 29 settembre del 1666 a Isdin in Macedonia e la tomba di suo figlio, Domenico Ballarin, anche lui Cancellier Grande della Repubblica di Venezia, morto il 2 novembre 1698.

Palazzo Giustinian - Museo del vetro
Interno
Di grande interesse storico artistico, sorge in Fondamenta Marco Giustinian, all'interno di un palazzo in stile gotico, antica residenza dei vescovi di Torcello.
Dopo uno dei periodi più oscuri che il vetro di Murano abbia mai passato, in concomitanza con la caduta della Repubblica e l'invasione straniera, nel 1805 con la soppressione della diocesi di Torcello, il palazzo divenne proprietà del patriarcato di Venezia lampadari, di cui il più imponente, a sessanta bracci, è stato realizzato dai Maestri Lorenzo Santi e Giovanni Fuga. Per un breve periodo fu istituita anche una scuola per il disegno e la produzione del vetro soffiato insegnando l'evoluzione della tecnica nel corso dei secoli. Il Museo fa parte dei Musei Civici Veneziani dal 1923, anno dell'annessione dell'isola al Comune di Venezia. Fu sede inoltre del Municipio di Murano, trasferito in seguito a Palazzo Da Mula.

Palazzo Da Mula
Lo stile gotico della sua facciata é mescolato all'influsso Veneto-Bizantino del XII secolo; sorge su una delle fondamenta del Canal Grande di Murano, a pochi metri dal Ponte Vivarini. Costruito nelle vicinanze dell'abbazia di San Cipriano, ex seminario Patriarcale, distrutta nel 1817, fu restaurato completamente circa un decennio fa, e ospita la sede del Municipio di Murano, il quale vi organizza mostre e incontri su diversi temi, ma quello predominante è senza dubbio il vetro.

Faro di Murano
Il Faro di Murano è una costruzione cilindrica in marmo d'Istria molto importante nonostante la sua posizione alquanto interna rispetto al mare: il fascio di luce infatti, potenziato da un ingegnoso gioco di specchi, punta diretto al centro della Bocca di Porto del Lido, agevolando il rientro delle navi durante la notte. Durante l'alto Medioevo, il faro si ergeva sotto forma di torre in legno, non troppo alta, alla cui sommità venivano accesi dei fuochi; la luce prodotta dal fuoco veniva riflessa mediante un gioco di specchi, così secondo una tecnica adottata addirittura dai Romani veniva illuminata la Laguna. È situato all'estremità di Viale Garibaldi (Bressagio), precisamente in Fondamenta Francesco Maria Piave


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